Eco-friendly is the new black

Quante volte siete rimasti piacevolmente sorpresi dai prodotti realizzati con materiali riciclati? Quante volte vi è scappato un “Uaoh” nel vedere veri capolavori di design realizzati con prodotti di scarto? E quante volte avete pensato di cimentarvi anche voi artisti e realizzare vere e proprie opere d’arte per suscitare nei vostri amici lo stesso stupore (e invidia) che voi avete provato scuriosando su Internet?

Dopo la grande ostentazione del consumismo degli anni ’80, ’90, 2000 , che ha fatto credere alle persone di potersi comprare la felicità attraverso l’acquisto e il consumo compulsivo di prodotti di marca… dagli anni 2010 si sta registrando una piacevole quanto sorprendente inversione di tendenza.

Il valore della SEMPLICITÀ’ si sta trasformando  in uno stile di vita, il rispetto della NATURA si sta diffondendo come un vero e proprio orientamento culturale, come se le persone avessero improvvisamente preso consapevolezza del mondo che li circonda e volessero sinceramente prendersi cura del loro piccolo habitat. E’ bello vedere che le persone stanno maturando una coscienza eco-sostenibile… è bello che le persone ritrovino il valore di vivere in armonia con la natura e l’ambiente che ci circonda… generando uno stile di vita naturale che ben si contrappone al materialismo compulsivo.

Vivere in un mondo sostenibile è un valore che ognuno di noi deve acquisire e sviluppare sempre di più. Vivere in completa armonia con la natura e l’ambiente è una ricchezza che arricchisce la nostra anima e la nostra casa: il mondo.

Eco-friendy non ci si improvvisa. Non ci si alza la mattina e si decide improvvisamente di diventare sensibili all’ambiente, di rispettare la natura, di intraprendere una dieta salutista e di fare attività fisica per mantenere il proprio equilibrio fisico e mentale. L’orientamento all’ecosostenibilità è un processo interiore e lento, che si costruisce lentamente con gli anni e con l’esperienza, e si conferma nel corso della propria esistenza assaporando i benefici che questa ti conduce, come se fosse una relazione bidirezionale: se portiamo rispetto alla natura, lei ci ringrazierà facendoci vivere meglio.

Il primo passo per intraprendere questo orientamento potrebbe essere quello di sensibilizzare l’opinione al pubblico al tema del RICICLO CREATIVO, e mostrare quanto sia, oltre che sostenibile, estremamente bello e piacevole ai sensi. RICICLO CREATIVO significa reinterpretare con una nuova chiave di lettura un’idea, un materiale, un prodotto già esistente. Se metabolizziamo l’idea che il ciclo di vita degli oggetti non si esaurisce con la fine dell’uso per cui sono state inizialmente concepite scopriremo che dare loro una nuova opportunità in una dimensione naturale è una scelta non solo ecologica, ma addirittura virtuosa.

In questo articolo ci concentreremo su alcune brillanti idee di  ri-utilizzo creativo del legno, nostra materia prima di lavoro verso la quale nutriamo grande stima, rispetto e riconoscenza.

Sono sempre di più i business che si sviluppano intorno a questo orientamento: dagli architetti ai progettisti, dai produttori e rivenditori di oggettistica eco-friendly alle attività economiche che hanno fatto del riciclo il cuore della loro attività produttiva, dai blog  su come riutilizzare vecchi materiali alla nascita di nuovi stili d’arredamento.

Vediamo qualche curiosità di come il RICICLO CREATIVO del legno prende forma nei diversi angoli del mondo, e dei settori.

Shabby Chic

Quando il valore etico della sostenibilità ambientale e del riciclo creativo permette ad uno stile di arredamento di ritagliarsi uno spazio nel mercato in grado di richiamare giorno dopo giorno sempre più amanti, ecco che si fa strada lo SHABBY CHIC.

Ne avete sentito parlare ma non sapete di cosa si tratta? Avete visto lo stile senza conoscerne la denominazione corretta? Ecco a voi cosa significa raffigurativamente parlando “Shabby Chic”…

“Elegantemente trasandato” potrebbe essere una definizione corretta. Lo stile “Shabby Chic” è la nuova tendenza come stile di arredamento che coniuga in maniera perfetta l’eleganza con l’ecosostenibilità, il principio etico del riciclo con la semplicità.

Il fascino ammaliante dello stile shabby è la sua disarmante naturalià. Il suo paradossale modo di essere vecchio e nuovo, minimal e rustico, classico e senza tempo, economico e virtuoso, povero e trendy, unconventional e chic…dove per paradossale non si intendono due modi opposti di essere, ma significa essere tutte le cose allo stesso modo, nello stesso mondo. La vera sfida nel mondo di oggi non è inventarsi qualcosa di nuovo, ma lavorare con la creatività e re-inventarsi un modo di essere dando nuova forma alla stessa sostanza.

Questo stile di sposa molto bene con gli animi e le tendenze del momento: la crisi sotto un certo aspetto ci ha fatto bene… ci ha allontanato dal materialismo e ci ha riavvicinato ad alcuni veri valori che oramai consideravamo perduti. Citando uno scrittore inglese “le persone di oggi conoscono il prezzo di tutto, ma il valore di niente”. Ecco, la convergenza economica negativa degli ultimi anni ci ha portato a riscoprire il valore della povertà e della semplicità andando a rispolverare dalle vecchie cantine, soffitte e solai articoli dismessi, che se reinterpretati in chiave creativa possono riprendere a raccontare una storia oramai dimenticata.

Allo stile Shabby ben s’addice il legno, che rappresenta infatti uno dei materiali di recupero principali. Si stratta di uno stile di arredamento che rivisita in maniera ovattata e rilassante tutti gli elementi d’arredo che profumano di vecchio: dalle vecchie credenze della nonna ai pensili emarginati in cantina a prendere la muffa, dai vecchi bagagliai pieni di cianfrusaglie fino ad arrivare ai pallet da discarica o i plateau della frutta. Basta un colpo di vernice bianca, nemmeno data troppo bene per evidenziare i segni di usura, e lo stile “Shabby Chic” è fatto!

Viennese Guest Room

Un altro esempio di quanto la semplicità sia straordinariamente sbalorditiva si ha guardando il progetto di Heri&Sall: due architetti viennesi dotati della straordinaria capacità di fare del legno un’opera d’arte di estrema bellezza e umiltà.

Siamo a Vienna, in uno storico palazzo settecentesco che ospita la fabbrica di birra e aceto di Erwin Gegenbauer. La particolarità del progetto di ristrutturazione del Viennese Guest Room è insita nella sua strabiliante e riverenziale capacità di mettere a nudo la storia e la vera anima della struttura. Se ristrutturare nel nostro concetto mentale significa nascondere il vecchio e mostrare il nuovo, l’idea di Heri&Sall è stata diametralmente opposta. Il progetto ha voluto dimostrare come il vecchio sia cosi incredibilmente bello nella sua naturale imperfezione. L’intonaco è completamente assente, il soffitto è nudo e vergine e il pavimento è ancora quello originale. Ogni mattone, ogni trave, ogni asse in queste stanze trasudano di storia grezza e non c’è niente di più tragico che nasconderle sotto un bello strato di intonaco bianco, nuovo e asettico.

La vera svolta di questo progetto di ristrutturazione in realtà, oltre che la naturale bellezza e nudità della stanza, è il letto: unico elemento d’arredamento. La semplicità maniacale dei due architetti ha voluto ricercare e brevettare un prodotto in grado combinare in un unico arredamento tutti gli elementi funzionali di una camera da letto: i comodini, gli armadi, le panche, le scrivani si legano al letto in perfetta funzionalità e armonia eliminando ogni arredamento ridondante e supplementare.

Un ambiente grezzo e semplice si ripropone anche nei bagni, dove questo stile viene addirittura “esasperato” portando alla luce le installazioni degli impianti: le tubature, i cavi elettrici, le catene e le funi sono lasciate volontariamente a vista e vengono proposte esattamente per quello che sono. Anche lo specchio, è semplicemente appoggiato a terra, quasi a voler comunicare un messaggio di temporaneità e di nomadismo che riflette la permanenza degli ospiti, illudendo l’osservatore di poter velocemente smontare tutto e lasciare la struttura a una verginità originaria, senza lasciare segni del proprio passaggio.

Entrando in questa stanza, anche solo virtualmente è percepibile una bellissima sensazione di calma e benessere. Una sensazione quasi eterea da tanto è perfetta. La stanza spoglia trasmette semplicità lasciando alle emozioni viscerali di emergere. Il legno trasmette una sensazione calda e profumata che rilassa e libera i pensieri. La temporaneità degli elementi di arredo vuole ricordarci la nostra permanenza transitoria sulla terra. Ammira le bellezza della semplicità, usala per trarne tutta l’energia positiva ma riponila con grande rispetto e delicatezza al cospetto di tutti.

I pallet

Nati come “Palette di carico” ad uso industriale per il magazzinaggio e il trasporto di prodotti, oggi i pallet sono l’emblema dell’ecosostenibiltà e del riciclo di materiale di scarto.

Nella mentalità degli anni 2010, cioè oggi, il PALLET diventa portatore sano dei principi di ecologia e sostenibilità ambientale… emarginando in un angolo la reale funzione d’uso per la quale sono stati inizialmente destinati.

Navigate su Google, digitate la parola “riciclo pallet” e lasciatevi sorprendere da quante idee carine si possono sviluppare con un materiale di scarto così semplice: con un po di creatività e olio di gomito ognuno di noi è in grado di trasformare le “palette di carico” in straordinari arredamenti eco-design.

Vi alletta l’idea di partecipare alla causa sociale dell’ecostenibilità ambientale attraverso il riciclo di prodotti di scarto ma non avete la fantasia, il tempo o la voglia di cimentarvi? Non temete… Ci sono tante e belle realtà che hanno saputo cogliere nella cultura del riciclo la loro ragione di vita “aziendale”.

Una di queste è DesArch Lab: il LABoratorio di DESign e ARCHitettura di Bologna crede fortemente che, in un sistema di mercato dominato da processi di produzione standardizzata, dare nuova vita e nuova funzione ad oggetti oramai dismessi contribuisca a rendere più personale, bello e artistico ogni ambiente, dalla propria casa all’ufficio, dai pub ai ristoranti. Per citare solo uno dei loro progetti, porta la firma DesArchLab la struttura del letto matrimoniale realizzata grazie alla cultura del riuso creativo dei pallet in legno. Integrata alla struttura possiamo vedere i comodini, realizzati con lo stesso materiale di scarto, e gli annessi punti luce ricavati dal sarcofago di un semaforo la cui luce fluoscerente è stata opportunamente sostituita con luci a Ledi, più consona alla nuova funzione d’uso.

Arredopallet.com è un’altra realtà che ha saputo ricollocarsi sul mercato sapendo ben interpretare i principi di sostenibilità ambientale, diventando oggi un Atelier di Design e produttore di arredi originali realizzati integralmente dal materiale di scarto dei Pallet. Un processo produttivo di grande innovazione e ad alto valore aggiunto che, in poco più di due anni, ha fatto di ARREDOPALLET un punto di riferimento sicuro per quanti ricercano soluzioni d’arredo personalizzate e immediatamente riconducibili alla cultura del riciclo.

Non smaltire ma rigenerare gli scarti sta diventando il file rouge per molte aziende del settore. Smaltire i rifiuti, per quanto eticamente differenziati, implica inevitabilmente costose fasi di smaltimento, sia in termini economici che di inquinamento, in quanto lo smaltimento dei rifiuti sprigiona nell’aria una discreta quantità di anidride carbonica che impatta conseguentemente sull’effetto serra. Poche, ma sempre in crescita, sono le persone sensibili a questa tematica. Si sta facendo sempre più ingombrante la necessità di trovare una strategia alternativa e piu ecologica per abbattere il tasso di inquinamento nell’aria, dovuto IN PARTE, anche allo smaltimento dei rifiuti.

Questo principio è stato il file rouge che ha guidato l’architetto Stéphane Malka alla ristrutturazione di una residenza universitaria in via Amelot, niente di meno che nella città dell’amore per eccellenza: a Parigi. La vera sfida per la sostenibilità ambientale e per l’ecologia è dare nuova vita agli scarti nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio. Questo progetto di ristrutturazione ha nel suo dna il principio di saper appropriarsi di prodotti ready-made (già fatti), ripensarli con una chiave di lettura completamente diversa e all’avanguardia per contestualizzare il vecchio prodotto in perfetta armonia con una nuova veste e un nuovo contesto. E’ straordinaria la capacità di questo architetto di re-inventarsi l’utilizzo dei pallet come rivestimento esterno di una struttura, capace di concedere grande privacy a chi vi abita ma al tempo stesso di offrire grandi aperture. Il grande passo che deve fare il principio di sostenibilità ambientale non consiste nell’etico smaltimento della raccolta differenziata, ma nella reinterpretazione e sovrapposizione di stili e materiali che ci vengono lasciati in eredità dall’ambiente che ci circonda. Su questo principio si delinea essenzialmente il significato di “ecologico”.

Il primo passo verso uno stile di vita Eco-friendly è ormai compiuto. Apprezzare il valore delle piccole cose e attribuirgli un nostro valore aggiunto attraverso la nostra creatività è un passo molto importante verso la sensibilizzazione e il rispetto verso il nostro habitat ed imparare a prendercene cura è importante per “lasciare ai nostri figli un mondo migliore di come lo abbiamo trovato”. La strada è ancora lunga… ma il primo passo è stato compiuto.

Esisterà mai un mondo realmente ecologico, fatto di strutture, case, persone eticamente eco-sostenibili? Cominciamo ad allargare le vedute e provare ad immaginarci ogni scorcio del pianeta costruito con prodotti e materiali completamente riciclabili… perché non iniziare dalla tua casa prefabbricata in legno?